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Testosterone Alto: Sintomi, Cause e Terapie

testosterone alto

1 Generalità

Il testosterone è un ormone appartenente alla specifica categoria dei così detti androgeni, ormoni sessuali prettamente maschili, ma presenti anche sulle donne. Questo ormone viene prodotto da delle particolari cellule presenti nei testicoli denominate cellule di Leydig, con la coadiuvazione dell’ormone LH (luteinizzante) reso disponibile dall’ipofisi inferiore, una piccolissima struttura atomica delle dimensioni di un fagiolo presente sotto la zona celebrale. La produzione testosteronica risulta raggiungere il picco nelle primissime ore della giornata in tutti gli individui maschi con età superiore ai 14 anni, il livello tende poi a diminuire già da circa le ore 11 negli adolescenti e giovani adulti, dalle ore 14 per gli individui di 35 o più anni. Tale ormone viene sintetizzato partendo dal colesterolo e di tutta la quantità prodotta, solo una parte circola liberamente nel sangue. All’interno del flusso globale circolatorio sanguineo, proprio come per la maggior parte degli ormoni sessuali, il testosterone si trova legato a delle proteine come la Sex Hormon Binding Protein (circa il 46%) e Albumina (circa il 52%) che vanno ad inattivarlo solo in via temporanea. Seguendo determinate richieste metaboliche, una quantità di questi legami può scindersi lasciando libero l’ormone di circolare.
Nel caso in cui l’ormone circoli in una quota superiore a quella necessaria, tale eccesso viene neutralizzato e convertito in estradiolo il quale a sua volta funge da inibitore della produzione testosteronica.
Da questa seppur breve introduzione, possono emergere due fatti chiave:
– Gli esami di laboratorio vanno a rilevare soltanto la quota totale di testosterone nell’organismo, senza darci grosse informazioni riguardo al totale libero.
– Un abuso testosteronico potrebbe avere effetti dannosi e contrari a quelli sperati, dato che come abbiamo appena visto, il suo eccesso viene convertito in estradiolo il quale va ad inibire la produzione dell’ormone stesso.

2 Casi di testosterone alto

Come abbiamo già descritto, le attuali diagnosi di livelli testosteronici vanno a misurare la quantità di ormone totale e non di quello libero di circolare nel sangue. in sostanza una classica analisi del sangue misura – non facendo distinzioni – sia la quantità che si trova libera nella circolazione sanguinea sia la parte legata alle proteine.
Facendo un’ultima distinzione, la quota libera rappresenta la parte biologicamente attiva, quella legata alle proteine risulta invece essere biologicamente inibita. In sostanza, le proteine sono utili a creare il giusto equilibrio tra ormone totale prodotto e quello circolante libero.
Venendo ai numeri, è da considerarsi ragionevole una quantità pari o superiore a 12 nmol / l o 346 ng / dl per quanto riguarda la quota totale, inerentemente a quella libera, una quantità pari o superiore a 250 pmol / l è la soglia standard. Sebbene non vi sia una soglia superiore specifica che accomuna l’opinione generale dei medici, è concordante tra la comunità medica che è da considerasi alto un tasso dell’ormone superiore ai 1300 ng / dl nell’adulto maschio.
3 Effetti in presenza di valori sopraelevati dell’ormone
Se la presenza di tale ormone risulta essere eccessiva rispetto alla soglia standard prevista, posso verificarsi differenti effetti che, proprio come nel caso opposto – cioè di testosterone presente in quantità inferiore allo standard – possono essere osservati singolarmente o anche in concomitanza. Gli effetti, denominabili anche sintomi, risultano presentarsi – data la differente fisiologia e struttura ormonale di soggetti maschi e soggetti femmine – solitamente in forme differenti tra i due sessi, pertanto descriveremo tali osservazioni in due sottoparagrafi differenti.
Prima di passare all’elencazione degli effetti, ricordiamo che una lieve o media presenza dell’ormone rispetto alle soglie standard può essere assolutamente non nocivo anche se si può in ogni caso intervenire con una terapia correttiva. Essa tuttavia risulta essere strettamente necessaria in casi gravi o cronici, ossia in tutte quelle tipologie in cui il testosterone risulta essere presente in una quantità molto maggiore rispetto al livello standard.

3.1 Effetti nell’uomo

Nell’adulto maschio possono verificarsi le seguenti situazioni:
– Muscoli: aumento della muscolatura di base, in maggior misura nei pettorali e bicipiti.
– Ossa: rafforzamento della struttura ossea, aumento della densità ossea globale, cioè del rapporto tra massa ossea e volume osseo.
– Cuore: potrebbero verificarsi, a seconda della sovra-soglia registrata dell’ormone, più o meno gravi scompensi cardiaci, in primis dovuti all’aumento della muscolatura non dovuta ad esercizio fisico. Il livello muscolare infatti, risultando essere presente in forma molto maggiore rispetto che negli adulti con livelli testosteronici normali, necessità di molte energie di mantenimento e proprio per questo motivo il cuore deve lavorare sotto condizioni al di sopra del regime normale, sforzadosi ed usurandosi proprio come un macchinario sotto regimi di stress produttivi.
– Strutture filiformi: aumento medio-alto del tasso di crescita e di foltezza dei peli presenti nel corpo.
– Situazione epatica: compromissione della regolarità funzionale del fegato, il quale risulta faticare maggiormente nelle sue regolari funzioni quotidiane rispetto a situazioni standard.
– Situazione renale: proprio come per il fegato, i reni risultano lavorare in sovraccarico rispetto che allo standard.
– Disturbi alla tiroide: insorgere di iper o ipotiroidismo con conseguente aumento del grasso corporeo in zona lombare.
– Problemi comportamentali: medio/gravi sbalzi di umore, senso perenne di irritazione non motivata, senso di potere non giustificato. Offuscata visione generale pratica e basso valore di buonsenso.
– Ipercolesterolemia: aumento della presenza di colesterolo nel sangue.

3.2 Effetti nella donna

– Cuore: proprio come nell’adulto maschio, medio/gravi scompensi cardiaci dovuti alle maggiori richieste energetiche della muscolatura generale.
– Anomalie mestruali: Perdita di regolarità del ciclo mestruale.
– Irsutismo: insorgere di peli più o meno sottili nel volto dell’individuo, tipici del maschio.
– Modificazione del timbro vocale: abbassamento del timbro e tono di voce rispetto agli individui con normali valori testosteronici.
– Muscolatura: eccessivo sviluppo dei muscoli, sopratutto di quelli presenti sulle braccia e sulla zona lombare.
– Ipotrofia mammaria: totale assenza o lieve presenza del seno.
– Ipercolesterolemia: aumento della presenza di colesterolo nel sangue, proprio come nell’individuo maschio.
– Potenziale o totale infertilità: perdita totale o parziale del potere fecondativo.
– Acne: insorgere di acne.

4.1 Cause scatenanti un eccesso produttivo di testosterone

Dopo aver visto i sintomi e gli effetti indesiderati osservabili in presenza di una quantità eccessiva dell’ormone nel sangue, passiamo ad analizzare le potenziali cause di questa patologia. C’è da dire, come prima nota, che una leggera sovraproduzione può verificarsi in casi di temporaneo stress non cronico e permanente, in casi di variazioni fisiologiche moderate ed in casi di mutazioni di stile di vita. Inoltre tale evento si verifica sicuramente nella fase della pubertà e adolescenziale dove infatti l’innalzamento del livello prodotto (e l’innalzamento del livello di androgeni in generale) è del tutto normale, garantendo all’individuo maschio un timbro di voce più profondo, l’insorgere di peli nel corpo e un aumento muscolare rispetto alla fase biologica precedente. Vi è però un range di patologie o casistiche fisiologicamente anomale che possono essere valutate come cause di un livello elevato dell’ormone nell’organismo.
La prima di esse è il così detto ipergonaidismo primario, l’opposto dell’ipogonaidismo. In presenza di tale patologia, le gonadi vanno a produrre in eccesso l’ormone in concomitanza con le ghiandole surrenali (le quali “perdono tempo” in tale attività in sfavore dello scheduling renale). In genere questi casi patologici possono verificarsi in presenza di un tumore alle gonadi che fa aumentare il numero totale delle cellule di Leydig, cioè coloro che vanno in forma primaria a produrre il testosterone.
La seconda osservazione patologica è il tumore all’ipofisi o ipotalamo. In questo caso, proprio come nel precedente, la produttività delle cellule di Leydig sfugge al controllo fisiologico della triade ipotalamo-ipofisi-gonade.
Una terza via, che si verifica in via del tutto artificiale, consiste nel così detto ipergonadismo autoindotto: in questo caso è proprio l’individuo che si induce involontariamente la patologia andando ad assumere in modo smisurato quantità ormonali e anabolizzanti con lo scopo di migliorare le proprie prestazioni fisiche e sportive. In presenza di tale induzione, si riscontrerà pertanto una forma di ipergonadismo del tutto simile a quella descritta di forma patologica. Questa particolare forma si verifica infatti in prevalenza in atleti e sportivi professionisti e semiprofessionisti.

4.2 Cause dovute all’età fisiologica

L’iperproduzione di testosterone può verificarsi anche a causa della presenza di fattori legati all’età del singolo individuo, a scopo esemplificativo abbiamo infatti già visto come in età adolescenziale (fase della pubertà) la produzione dell’ormone risulti essere maggiorata che nelle fasi precedenti e difatti si hanno evidenti segni sintomatici fisiologici come l’accrescimento di peli nel corpo dell’individuo, l’abbassamento del timbro e tono vocale e l’aumento della massa muscolare complessiva. Questo non è però l’unico stadio fisiologico in cui si ha una modifica della produttività testosteronica che si potrebbe riscontrare nell’essere umano maschile. Vi è tutta una serie di motivazioni fisiologiche legate all’età e al sesso dell’individuo che adesso andremo rapidamente ad elencare.
In età infantile e pre-adolescenziale infatti, medio-gravi traumi o stati emotivi dovuti allo stress potrebbe infatti aumentare la produzione ormonale del soggetto, portando a conseguenze quali irsutismo infantile (crescita di peli in età pre-adolescenziale), all’accrescimento osseo complessivo, l’abbassamento del tono vocale e accrescimento della massa muscolare, indipendente dal sesso. Nel caso specifico della bambina potrebbe verificarsi un accrescimento prematuro delle mammelle e l’insorgenza di emorragie endometriche simile alle mestruazioni. In entrambi i casi, sia per bambino che bambina, si parla di pseudo-pubertà precoce.
In età adulta abbiamo già esaminato le cause nel paragrafo 4.2 e le varie sintomatologie nei paragrafi 3.1 per l’individuo maschile e 3.2 per quello femminile. Nel seguente paragrafo 5, suddiviso in due sottoparagrafi inerenti a uomo e donna, andremo ad analizzare e distinguere per gravità, le conseguenze già rapidamente elencate nel paragrafo 3, dovute ad un eccesso di produzione di testosterone.

5 Analisi dei sintomi nell’uomo e nella donna

5.1 Analisi sintomatica nell’uomo

Acne: tale inconveniente è dovuto principalmente dalla stimolazione di determinate ghiandole denominate sebacee da parte del testosterone, che sono poste nella regione cutanea e sono utili alla produzione di una sostanza grassa detta sebo. L’ormone influisce, se presente in quantità elevata, in maniera lineare tali ghiandole così che il sebo, anziché avere il tempo necessario a riversarsi verso l’esterno, va a riversarsi nello strato cutaneo stesso, causando dei rigonfiamenti e delle infiammazioni di tipo locale. Tale inconveniente, se dovuto alla presenza di valori di ormone eccessivamente elevati, può degenerare in casi molto gravi con formazione di pustole che necessitano di tempestivo trattamento il quale lascia solitamente, anche in casi di terapie positive, delle cicatrici o segni cutanei permanenti.
Ginecomastia: Una sovraproduzione testosteronica, che si presenti sia in forma patologica che autoindotta, può portare una risposta cellulare ben precisa: l’organismo dell’individuo soggetto ad ipergonadismo prova a liberarsi di tale eccesso, convertendo la quota in surplus in estrogeni, ormoni tipicamente femminili. A lungo andare, la produzione di estrogeni può portare nell’individuo una situazione di ginecomastia, ossia l’insorgere di caratteri secondari femminili quali un seno accentuato certamente non tipico della corporatura maschile.
Calvizie: Tale problema è direttamente e strettamente legato al livello di testosterone, infatti esso – per lo meno a livello periferico – viene convertito in DHT (diidotestosterone), un altro ormone avente un potere androgeno superiore. Tale DHT tende a disporsi in prossimità del bulbo pilifero causandone un blocco con conseguente atrofia e in sostanza impedendo al singolo folicolo di fuoriuscire dalla cute. Vi sono degli specifici medicinali e sostanze chimiche composte progettate e realizzate in laboratorio che vanno a ridurre in maniera sostanziale il livello di DHT, esse però hanno rilevanti e altamente probabili effetti secondari indesiderati, quali l’aumento di estrogeni (andando quindi a causare ginecomastia) e di massa grassa corporea totale.
Infarto a livello miocardico: Il cuore è a tutti gli effetti da considerarsi un muscolo e come tale, al fine di funzionare correttamente, necessita il rispetto di determinate e predefinite proporzioni ben precise. Se nel sangue risulta esserci un sopraelevato livello di testosterone, il cuore va a rispondere allo stimolo che tale ormone garantisce, andando ad ingrossare le sue dimensioni. Così facendo però esso va indirettamente ad aumentare anche il carico medio di lavoro che deve svolgere e di conseguenza il rischio dell’insorgenza di infarti va ad accrescere.

5.2 Analisi sintomatica nella donna

Amenorrea: A causa dello sfasamento della produzione ormonale dovuto all’alta presenza testosteronica, potrebbe verificarsi la totale assenza o modifica del regolare ciclo mestruale. Tale tipo di inconveniente viene denominato amenorrea ed è risolvibile grazie all’assunzione, con tempi e modi consigliati da un medico, della tipica pillola anticoncezionale la quale risulta essere utile a ri-regolare la produzione degli ormoni sessuali stessa.
Irsutrismo e calvizie: Apparentemente calvizie ed irsutrismo sembrerebbero essere gli opposti, infatti il primo sintomo risulta essere un impedimento della crescita follicolare, mentre il secondo un aumento della densità di pelo. In effetti tali due sintomi possono essere visti come due effetti che stanno agli antipodi se non fosse che l’irsutrismo si verifica tipicamente sul volto (crescita di pelo, seppur meno ispido che nell’uomo, sul volto della donna) mentre la calvizie sulle zone dove tipicamente il sesso femminile risulta essere caratterizzato da follicoli quali pube, ciglia e cuoio capelluto.
Acne: consultare la voce “Acne” del paragrafo 5.1 dato che sia per il sesso femminile che per il sesso maschile risulta avere le stesse sintomatologie. Infarto a livello miocardico: vedi sopra.

6 Forme terapeutiche in caso di ipergonadismo patologico ed autoindotto

La terapia da seguire in caso di ipergonadismo può differenziarsi in base ad alcuni fattori quali il sesso, la gravità della situazione, l’età e lo stato di salute del singolo caso.
Se la concentrazione e produzione di testosterone è dovuta a determinate fasi fisiologiche – ad esempio come abbiamo visto durante lo sviluppo adolescenziale – i valori andranno a normalizzarsi nel tempo passata la determinata fase, ristabilendosi nel range corretto senza l’intervento e la somministrazione di alcun tipo di terapia.
Se l’eccesso risulta verificarsi nell’individuo adulto, si potrebbe andare a verificare la presenza di condizioni ben precise con opportuni accertamenti ed esami. Nel caso in cui, ad esempio, l’iperproduzione sia figlia di stati d’ansia o di stress, il medico diagnosticante può consigliare nessuna cura farmaceutica nei casi lievi se non il tentativo di evitare o superare tali fasi di stress. Se si sospetta una qualsiasi presenza tumorale di quelle che abbiamo precedentemente visto e se ne accerta l’esistenza dopo opportuni test, il medico curante può decidere di sottoporre l’individuo agli interventi e segmentazioni terapeutiche seguite nelle tipiche patologie tumorali note.
In casi di ipogonadismo patologico medio nella donna, il medico consiglierà, secondo determinati tempi e modi di somministrazione, all’adulta l’assunzione della tipica pillola concezionale la quale andrà, come abbiamo descritto nei precedenti paragrafi, a regolarizzare la situazione ormonale dell’organismo.
In casi generali di medio ipogonadismo patologico non causato dalle voci che oramai dovrebbero essere note dato che sono state prese in considerazione nel paragrafo 4, il medico curante può decidere di somministrare in modeste quantità una terapia a base di corticosteroidi, cioè un gruppo di ormoni che fisiologicamente sono prodotti dalle ghiandole surrenali. Tali sostanze in generale sono utili alla riduzione di infiammazioni, allergie sotto varie forme, eruzioni cutanee. Esse vanno ad inibire parte del testosterone che risulta essere presente in eccesso nel sangue, regolandone pertanto il livello e portandolo a delle soglie standard previste. Abbiamo specificato che questo tipo di trattamento viene solitamente prescritto in quantità modeste dato che l’eccessiva assunzione di questi steroidi potrebbe portare a degli effetti collaterali più o meno gravi quali l’osteoporosi ossea, la totale inibizione di sintesi testosteronica, forme di miopatia (infiammazioni a muscoli volontari), aumento di ansia e livelli di stress che come abbiamo visto, potrebbero portare a scompensi di testosterone.

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